Nata a Londra nel 1843, è considerata oggi una delle figure più influenti nella progettazione di giardini rendendola un’arte vera e propria al pari della poesia, della musica, della scultura e soprattutto della pittura visto che paragonava la figura del giardiniere a quella del … pittore!
Il suo obbiettivo: “Creare quadri con piante vive” e giardini che dessero: “pace e bellezza e anche felicità”.

Alla svolta del XX secolo in Gran Bretagna, Gertrude Jekyll era nel luogo giusto, nel momento giusto e con le idee giuste, perché si sa, non c’è artista senza “mecenate”, e nella decade precedente, i nuovi ricchi avevano fatto le loro fortune e ora volevano esibirle al mondo!
Il tempo era perfetto per una forma nuova di giardino inglese cui contribuissero in parti eguali architetto e giardiniere. L’unione tra Gertrude Jekyll e l’architetto Edwin Lutyens risultò più grande della somma delle due metà: Miss Jekyll offriva una sicurezza di gusto che dava a Lutyens tutta la fiducia che gli occorreva per sperimentare.
Gertrude si ispirava al concetto del giardino inglese del 1700 in cui l’idea era quella di contrapporsi alla forte geometricità delle forme tipica del giardino all’italiana per esempio, o dalla creazione di disegni con le piante, tipica di quello alla francese, creando così un giardino che dava la parvenza di essere naturale e quasi spontaneo, dove l’uomo appunto non interveniva per governarlo e farlo sottostare al suo volere: quindi ricercare lo “spontaneo” come ideale estetico, dove di spontaneo c’era … quasi nulla!
Nel suo lavoro ha unito la competenza nell’ambito del colore, dell’organizzazione spaziale e del design. Lo stile utilizzato si basa su accostamenti e associazioni delle diverse specie di piante, tramite lo studio della percezione dei colori individuando la complementarità con gradazioni che partono dal blu e dal grigio pallido, progredendo verso il rosa e il giallo tenue, per passare poi ad un rosso fuoco e ideando i colour schemes, in cui allinea in varia successione piante dalle tinte degradanti, trattando il giardino come un vero e proprio quadro.
Le sue regole auree sono 2 e sono facili da rispettare: non essere schiavi della pulizia, e non tentare di far crescere piante che non amino il terreno del tuo giardino.


