Risalenti circa a 5500 anni fa, restaurati da Nabucodonosor nel VI secolo a.C. -si narra per omaggiare la moglie nostalgica dei paesaggi fioriti della sua regione di nascita- sorgevano lungo le rive dell’Eufrate e sono noti per essere una delle 7 meraviglie del mondo antico.
Dei giardini pensili di Babilonia non è stato mai trovato alcun rudere, vi alleghiamo le ricostruzioni: dovevano essere una vera meraviglia!
Costituiti da numerosi ordini di terrazze degradanti, alte fino a 100 m dal livello dal suolo, sostenute da arcate a volte poggianti su grandi pilastri a sezione quadrata.








I pilastri erano probabilmente cavi all’interno e ripieni di terra: in corrispondenza degli spazi vuoti erano piantati grandi alberi disposti con regolarità a formare ampi viali rettilinei ornati con statue o con fondali a rilievo e i vari piani erano messi in comunicazione da numerose scale.
L’intera costruzione doveva apparire come una verde montagna: i giardini non avevano alcun rapporto con l’ambiente esterno, come invece avviene oggi, (lo scopriremo nei prossimi post) e la loro funzione era prevalentemente estetica: anche l’occhio babilonese voleva la sua parte!
Siamo agli inizi di quella consapevolezza che oggi è verità scientifica e che amiamo ripetere spesso, “più verde hai intorno a Te, meglio stai”: i Babilonesi lo avevano capito.
Ti piacciono? Quanto ti fa stare meglio vivere in un ambiente verde?


