Il giardino, luogo di delizie e piaceri, ha un ruolo centrale nella cultura araba e, con la sua vegetazione rigogliosa e l’acqua, è la concretizzazione perfetta del paradiso sulla terra, l’esatto contrario del deserto, luogo di negazione e assenza della vita.
Quasi sempre rettangolare e delimitato da alti muri coperti da vegetazione è diviso in quattro parti –come i quattro elementi sacri, fuoco, l’aria, l’acqua e terra- attraverso canali d’acqua all’incrocio dei quali è posta, quasi sempre, una fontana.
Con il suo dolce suono, presentandosi sotto diverse forme come fontane, vasche, canali e zampilli, l’elemento di maggiore rilevanza, sempre presente in questi giardini, è l’acqua, simbolo di vita eterna e di purezza.
Le pavimentazioni sono realizzate in ciottoli colorati o con mattonelle in maioliche.
Il carattere lussureggiante del giardino è mantenuto attraverso l’impiego di piante a foglia perenni, come ad esempio il cipresso, simbolo della bellezza femminile e dell’eternità.
Grandioso esempio di questa arte, il giardino dell’Alhambra a Granada, Spagna
Chi ebbe la fortuna di visitarlo nel suo momento di massimo splendore ci ha lasciato numerose tracce scritte che favoleggiano di vera estasi per i sensi dei visitatori: attraverso patii, cortili, vialetti e sentieri, passeggiando per i giardini dell’Alhambra si aveva (e si ha) l’impressione di essere entrati in un altro mondo, un mondo fatato!
La vegetazione del giardino, composta soprattutto da piante importate, era ed è molto folta, ricca di fioriture, e in tempi passati habitat naturale dei numerosi uccelli esotici del sultano, aiuole di cipressi, bossi e aranci a ricreare la tipica atmosfera orientale.
Ancora oggi i giardini affascinano migliaia di turisti con le loro vasche in cui l’acqua zampilla dalle fontane e le numerose aiuole in cui i bossi dalle forme geometriche delimitano i contorni.
Che ne dite di un salto a Granada? Non è un vero paradiso?








